Occupy Roma. L’emergenza abitativa infiamma la Capitale

protestePrima occupavano solo le case. Ora, anche le strade. Gli inquilini abusivi della Capitale sono in rivolta contro il “Piano casa”: il provvedimento del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi, che punta a vendere le case popolari, per investire nell’edilizia sociale.

“Milano resiste, Roma insiste” – Da San Lorenzo a Porta Pia, con striscioni, megafoni e fumogeni. Per dire no al D.L. 47 del 28 marzo 2014, con cui il governo Renzi è interventuo sul tema dell’emergenza abitativa. Nel mirino dei manifestanti gli articoli 3, 4 e 5, che tagliano luce e gas agli occupanti abusivi e mettono all’asta le case popolari. Agli inquilini, riservato il diritto di riscatto. Ma non è una garanzia sufficiente. “Chi non può permettersi un mutuo viene sfrattato” commenta Roxi, del Coordinamento cittadino lotta per la casa. Obiettivo del piano: recuperare risorse, da destinare alla manutenzione del patrimonio collettivo e alla creazione di nuovi alloggi. “Non ci guadagna il pubblico, ma i costruttori. Che affittano grossi stock di case popolari per poi rimetterli nel mercato” sottolinea Nicola Cuillo, dei Movimenti per il diritto all’abitare.

Sul piede di guerra – “Le nostre sono strutture dismesse, che ristrutturiamo in prima persona” racconta Roxi. Gli uffici sono diventati stanze, nell’ex Asl in cui vive, occupata dieci anni fa. È solo uno dei tanti luoghi della Capitale in mano agli abusivi. Ci sono anche ex complessi scolastici, caserme e palazzi di proprietà, del Comune e della Regione. Abbandonati: a volte, perché non ci sono i soldi per ristrutturali; altre, perché cambiano le sedi degli enti pubblici e i palazzi che li ospitavano rimangono vuoti. Per Cuillo, in un Paese che soffre una terribile emergenza abitativa, “occupare non è un reato”. Sono oltre 650 mila le persone ancora in fila per una casa popolare: in molti ci hanno ormai rinunciato, affollando le liste alternative stilate dai movimenti per la casa. L’ultima graduatoria su Roma, quella del 2012, scatta una fotografia amara: 30mila famiglie iscritte. Di queste, circa 5mila hanno scelto di occupare.

Istituzioni preoccupate – Contro la vendita degli alloggi pubblici, in prima linea c’è anche il Comune. “Come si può pensare di vendere a prezzo di mercato un alloggio popolare senza tutelare l’inquilinato che c’è dentro?” ha chiesto il vicesindaco e assessore al Patrimonio Luigi Nieri, in un comunicato. Intanto la lotta senza quartiere continua ad animare le vie della Capitale. Sgomberi e scontri, continui presidi. È il desiderio di un casa che, spesso, per le vie legali non si ottiene.

Pubblicato su La Stampa (Voci di Roma.it): http://www.vocidiroma.it/articolo/lstp/43379/

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s