Barikamà, sfruttati a Rosarno ora fanno yogurt African style a Martignano

barikamàDallo sfruttamento nei campi di Rosarno alla produzione di yogurt biologico. E’ il lungo viaggio di un gruppo di immigrati africani che, giunti a Roma, hanno investito in un progetto di micro-reddito tanta energia e voglia di libertà. Quella coltivata durante la fuga dall’Africa, i chilometri in mare e lo sfruttamento nelle campagne calabresi. E conquistata con la nascita di Barikamà: una cooperativa agricola che fa yogurt naturale nel Casale di Martignano (Rm) e lo consegna in bicicletta nelle case e nei mercatini della Capitale.

“Il mio viaggio per arrivare in Italia è durato 4 anni”, racconta Suleman che, fuggito dal Mali e sbarcato a Siracusa, si è subito diretto a Rosarno. “Ci sono andato perché non avevo il permesso di soggiorno e mi avevano detto che lì c’era possibilità di lavorare a nero”.

Orari sfiancanti, paga misera, fame e violenze: l’esperienza di bracciante schiavizzato è finita con la rivolta del 2010, quando gli immigrati africani si sono riversati in strada per denunciare aggressioni e maltrattamenti. “Sono fuggito a Roma per cercare lavoro e ottenere il permesso di soggiorno”.

All’inizio non conoscevano nessuno, non avevano una casa. Crisi economica e difficoltà burocratiche chiudono ogni porta. “La scelta era tornare al sud, nelle campagne. Oppure rimanere qui e insistere”. Aiutati da alcuni ragazzi dei centri sociali, come l’ex Snia, e dai gruppi di acquisto solidale hanno avviato il loro progetto: “Siamo partiti con 15 litri di latte a settimana”. Ora sono arrivati a più di 150. Barikamà nasce così: dalla tenacia di un gruppo di persone. “In lingua bambara significa resistenza”, spiega Cheikh, che viene dal Senegal: “L’obiettivo del progetto è garantire un reddito base a tutti i suoi membri. E magari in futuro espanderci, per aiutare altri immigrati in cerca di occupazione”.

“Speriamo di comprare presto delle mucche per diventare più autonomi”, continua Suleman, mentre versa nei barattoli di vetro latte pastorizzato e fermenti lattici. “Seguiamo metodi tradizionali e non usiamo addensanti, coloranti, dolcificanti o conservanti”. Un prodotto bio che è anche rispettoso dell’ambiente. Consegnato in bicicletta e venduto in barattoli di vetro con il sistema del vuoto a rendere, lo yogurt Barikamà fa un utilizzo razionale delle risorse: il contenitore, dopo essere stato pulito, viene restituito alla cooperativa.

Iniziativa imprenditoriale, integrazione sociale, eco-sostenibilità. E la forza di resistere a una violenza subita, alla lontananza da casa, alla povertà: “L’Italia non è un Paese facile per un immigrato – commenta Cheikh – Ma se si dice così e non si fa nulla, rimarrà sempre tutto uguale, no?”.

Pubblicato su La Stampa (Voci di Roma.it):  http://www.vocidiroma.it/articolo/lstp/43211/

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