Indesit, accordo con i sindacati: evitati 1400 licenziamenti

Stabilimento della Indesit Company
Stabilimento della Indesit Company

Dopo sei mesi di trattative è stata raggiunta l’intesa fra azienda e sindacati. Un accordo che ha impedito il taglio di 1400 posti di lavoro attraverso un piano di riassetto della produzione in Italia della Indesit Company. Si attende ora l’approvazione del testo ad opera dei lavoratori delle fabbriche, chiamati ad esprimersi con un referendum.

Hanno accettato di sottoscrivere il patto solo Fim (Federazione Italiana Metalmeccanici), Uilm (Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici) e Ugl(Unione Generale del Lavoro): la Fiom (Federazione Impiegati Operai Metallurgici) infatti ha deciso di astenersi. Entusiasta l’amministratore delegato e presidente dell’azienda Marco Milani, che ha promesso circa83 milioni di euro in nuovi investimenti per il nostro paese nel triennio 2014-2016.

Il progetto di salvaguardia e razionalizzazione dell’assetto industriale prevede di ridisegnare gli impianti dei tre poli manifatturieri italiani di cui si compone il gruppo: in particolare, sarà operata una diversificazione delle loro missioni produttive. Fabriano si specializzerà nella fabbricazione di forni da incasso e di quelli di piccole dimensioni oltre che nei prodotti speciali per la cottura. Diversamente, Comunanza si occuperà dell’innovazione dei processi produttivi di lavabiancheria di alta gamma a carica frontale. Infine Caserta concentrerà le risorse nella realizzazione di frigoriferi da incasso ad alto contenuto tecnologico, appropriandosi delle commesse destinate finora alle succursali turche.

Il gruppo ha poi deciso di spostare le produzioni italiane di bassa gamma non più economicamente sostenibili: saranno riallocate all’estero, in paesi caratterizzati da costi lavorativi inferiori.

Soddisfatti i sindacati firmatari, che hanno contestato il rifiuto di Fiom di aderire all’intesa: una decisione che “proprio non comprendiamo, non ci sono ragioni di contenuto e sindacali per mancare il proprio consenso ad un accordo così importante”.

Durante le negoziazioni avvenute nei mesi precedenti, la Fiom ha espresso sempre profonde riserve sulle ipotesi di accordo. L’ultimo insuccesso è stato registrato il mese scorso. Per raggiungere un compromesso, l’azienda marchigiana ha promesso di riportare in Italia la produzione di forni e frigoriferi delocalizzata rispettivamente in Spagna e Turchia. Come contropartita ha chiesto ai lavoratori il sacrificio di accontentarsi di stipendi ridotti e di lavorare a singhiozzo. Un scontro duro che attende ora il risultato del referendum per conoscere il suo epilogo.

Fonte ReporterNuovo.it

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