Afghanistan, no di Karzai alla permanenza della Nato

Truppe Nato in Afghanistan
Truppe Nato in Afghanistan

Hamid Karzai, presidente afghano, ha deciso di non firmare l’accordo che consentirebbe alla missione Nato di rimanere sul territorio. Come risposta,Washington e Bruxelleshanno ventilato la minaccia dell’opzione zero: ritirare le truppe dal Paese se prima della fine dell’anno l’intesa non sarà raggiunta.

Martedì 2 dicembre, nel vertice dei ministri degli esteri della Nato (North Atlantic Treaty Organization), i delegati europei e statunitensi hanno esercitato forti pressioni su Kabul. Secondo i vertici dell’Organizzazione internazionale, la missione non è finita. Le Forze afghane non sono pronte a fronteggiare da sole i miliziani fondamentalisti: hanno bisogno di addestramento e assistenza. Un massimo di 12mila unità sul campo, per garantire la sicurezza in questa fase di transizione e a formare gli agenti di polizia, sarebbero ancora necessarie.

Inizialmente Karzai era parso favorevole all’operazione. Tuttavia, il mese scorso ha iniziato a mostrare dubbi sul piano, nonostante fosse stato approvato dal Gran Consiglio (Loya Jirga), l’assemblea tribale degli anziani fuori dal Parlamento afghano. Forse pressioni talebane dietro il ripensamento del presidente Karzai: gli estremisti islamici sono infatti contrari alla permanenza dei militari sul territorio  e hanno promesso una qualche forma di sostegno al presidente se l’incoraggiasse al ritiro.

I numerosi casi di incidenti con raid aerei e attacchi con droni in cui sono rimaste vittime i civili afghani sono per il presidente una preoccupazione costante. La decisione finale in merito dovrebbe spettare al nuovo Capo di Stato, che sarà eletto il prossimo aprile ha riferito Karzai.

Una questione molto delicata, che ha spinto il segretario di Stato americano John Kerry e il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen a non imporre una rigida scadenza a Karzai per prendere una decisione. Tuttavia, ha chiarito Rasmussen, non è possibile escludere un opzione zero: “Sarebbe il risultato sfortunato delle decisioni – o non decisioni – in Afghanistan” ha poi aggiunto. Senza Washington, sarebbe impossibile per la Nato proseguire da sola la missione Isaf (International Security Assistance Force), avviata dopo l’attentato dell’11 settembre alle Torri gemelle.

Sullo sfondo, i costi economici e sociali dell’operazione. Come riporta il Washington Post, gli alleati occidentali dovranno spendere circa 8 miliardi all’anno per finanziare la missione.  A questo si aggiunge l’alto numero di vittime tra i militari: secondo un’indagine dell’Associated Press, sarebbero  più di 2mila gli uomini delle Forze Armate Usa morti dalla missione Nato dal 2001.

Fonte ReporterNuovo.it

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