Niente accordo con la Ue, Ucraina resta fuori

Il premier ucraino Viktor IanukovichL’incontro ruotava quasi tutto intorno a una questione. Importante a livello economico e prioritaria a livello geopolitico: l’accordo di associazione e libero scambio fra Unione europea eUcraina. Ma la ritrosia mostrata questa settimana dal presidente ucraino Viktor Ianukovich si è confermata ieri 28 novembre, primo giorno di summit sul Partenariato orientale a Vilnius, quando Kiev si è rifiutata di firmare l’intesa. Saranno siglati a breve invece gli accordi di associazione con Georgia e Moldaviae di liberalizzazione dei visti con l’Azerbaijan.

Le prospettive ottimistiche di alcuni rappresentanti europei su un possibile ripensamento del premier ucraino sono state demolite dai più scettici. In primo luogo, dall’ospite del summit, il presidente lituano Dalia Grybauskaite, che detiene la presidenza di turno dell’Ue. La donna, parlando ai cronisti, ha costatato: “Le argomentazioni europee non giungono alle orecchie e alla testa del premier ucraino”. Secondariamente dal cancelliere tedesco Angela Merkel, che ha commentato: “Non ho speranze che una firma ucraina possa avvenire questa volta”, sebbene ha poi aggiunto: “La porta rimane aperta”.

Pessimista anche il premier italiano Enrico Letta che, rivelando i suoi dubbi ai giornalisti, ha dichiarato: “Il vertice inizia sotto auspici preoccupanti”, spiegando che “la vicenda della non decisione ucraina sulla firma (dell’accordo) lascia aperto un problema e questo sicuramente ci preoccupa sul versante Est e sui temi dell’energia”. Una preoccupazione soprattutto economica per gli stati che usufruiscono delle forniture di gasucraine come del suo importante mercato di sbocco.

La posizione di Ianukovich non è di completa rottura. Anche se si è opposto alla richiesta di Bruxelles di liberare la rivale politica Yulia Timoshenko, attualmente in carcere, il premier ucraino non sembra indifferente alle manifestazioni di piazza pro-Ue che seguitano nella capitale. Come non si mostra insensibile ai proficui risvolti economici dell’accordo. In particolare, spiegano alcuni commentatori, la sua intenzione è quella di avvicinarsi all’occidente senza tagliare il legame storico con la Russia.

Kiev ha deciso di sospendere la firma per timore che l’intesa deteriorasse i suoi rapporti con Mosca. Una fonte europea ha raccontato al giornale La Stampa che Ianukovich non si è limitato a riunirsi con i leader europei. Difatti, parlando prima della cena con il presidente del Consiglio europeoHerman Van Rompuy e con quello della Commissione José Manuel Durão Barroso, ha detto che “si sente accerchiato dagli altri paesi legati economicamente a Mosca, ha il problema delle forniture energetiche e quello del debito insoluto nei confronti della Russia”.

Una relazione strategica quindi, che ha anche profonde radici culturali e religiose. Come riporta il Sole 24 ore, proprio ieri l’arciprete Vsevolod Chaplin, responsabile dei rapporti con la società del Patriarcato di Mosca, ha enfatizzato il carattere religioso ortodosso dei legami che corrono fra i popoli dell’Europa orientale: “Russia, Ucraina, Bielorussia, Moldova, Grecia, Serbia e Bulgaria, paesi che rappresentano la cultura più potente, possono permettersi di chiedere un rinnovamento da zero delle istituzioni europee, cambiandone le caratteristiche, tipiche dell’Europa occidentale”.

Fonte ReporterNuovo.it

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