Egitto, scontri e proteste per il divieto di manifestazione

Manifestazione di sostenitori dell'ex presidente deposto Mohamed MorsiProseguono le agitazioni e gliscontri fra dimostranti e forze di sicurezza a Il Cairo, dopo che mercoledì 27 novembre un tribunale di Alessandria ha condannato al carcere 21 donne. Le imputate sono state accusate per aver manifestato il mese scorso a favore dell’ex presidente egiziano Mohamed Morsi.

Le sette minorenni, la più piccola ha 15 anni, sono finite in un istituto di detenzione minorile, le altre dovranno scontare undici anni di galera. La protesta pacifica del gruppo era consistita in una catena umana e nella distribuzione di volantini per le strade della città di Alessandria.

Un provvedimento considerato eccessivo e che ha inasprito il clima sociale e politico già rovente nel Paese. La dura repressione del dissenso ha esasperato l’insofferenza nei confronti del regime militare, che ha assunto il potere quest’estate dopo aver deposto con un golpe l’ex presidente Morsi.

I dimostranti sono scesi nelle strade della capitale già all’inizio di questa settimana, dopo che l’esecutivo sostenuto dall’esercito aveva introdotto una norma che limita la possibilità di organizzare manifestazioni. La legge è in vigore da domenica scorsa, per mano del presidente ad interim Adly Mansour. Secondo il provvedimento, ogni raggruppamento politico e sociale che conti più di dieci persone dovrà ottenere il permesso dalle autorità egiziane per potersi riunire legalmente. Ogni violazione alla norma potrà essere pagata con sanzioni pecuniarie, arresto e reclusione in carcere.

L’opposizione alla misura restrittiva è condivisa dalle diverse forze politiche. Sia le formazioni islamiste sia quelle liberali e rivoluzionarie hanno contestato l’iniziativa del governo che, a loro parere, minaccia il diritto alla libera associazione.

Critici anche le organizzazioni umanitarie e internazionali. L’alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani Navi Pillay ha commentato la legge, ritenendola “seriamente viziata”. Tra le imperfezioni rilevate, un linguaggio non chiaro e pene eccessive.

L’amministrazione Obama è preoccupata dell’evolversi della vicenda: così ha esortato la giunta militare egiziana a garantire la regolare transizione del paese verso un regime politico democratico. Come si legge nel comunicato rilasciato dal portavoce del Dipartimento di Stato Jen Psaki: Sollecitiamo il governo provvisorio a rispettare i diritti individuali e lo incoraggiamo ad adottare una Costituzione che protegga tali diritti”.

Gli agenti della polizia egiziana hanno disperso folle di manifestanti tutta la settimana, utilizzando gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Come riporta il giornale online Daily News Egypt, nuovi scontri si sono verificati venerdì 29 novembre al Cairo e in altre città del Paese: i dimostranti islamisti, scesi in piazza contro la legge anti-protesta, hanno reagito alla repressione delle Forze Armate lanciando sassi e copertoni infiammati. La manifestazione era stata convocata dai Fratelli Musulmani, organizzazione islamista legata all’ex presidente Morsi, che aveva esortato i suoi sostenitori a riunirsi dopo la preghiera del venerdì.

Fonte ReporterNuovo.it

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