Norvegese il più grande fondo sovrano

state oil platform

Mentre l’Europa mediterranea patisce gli stenti causati dalla crisi, al nord del Baltico cresce uno dei fondi sovrani più grandi al mondo. Si tratta del Fondo Pensione nazionale norvegese che ha raggiunto un ammontare pari a circa 750 miliardi di dollari: come riferisce la BBC, secondo alcuni analisti è destinato a rinsaldare il suo primato entro il 2020, quando dovrebbe toccare la soglia di un trilione di dollari.

Conosciuto con l’acronimo di GPFG (Government Pension Fund Global), deve la sua fortuna non già ai risparmi versati dai cittadini del paese ma dagli enormi introiti prodotti dal settore degli idrocarburi. Lo stato ha finanziato l’esplorazione dei giacimenti di petrolio e gas naturale presenti nel Mar del Nord fin dal lontano 1969, anno in cui furono scoperti. Il denaro investito è aumentato progressivamente, consentendo un sistematico lavoro di trivellazione, raffinazione ed esportazione del greggio depositato al largo delle coste norvegesi. Il volume dei ricavi si è allargato di pari passo: oggi il fondo di Oslo si arricchisce ogni settimana di un miliardo di dollari derivanti dai profitti e dal gettito fiscale dell’industria degli idrocarburi. Come riporta l’International Business Times, citando i dati raccolti dall’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo, il GPFG ha più che raddoppiato il suo valore a partire dal dicembre del 2007: insieme all’altro grande fondo del paese, il GPFN (Government Pension Fund Norway), possiede l’1% delle azioni mondiali e in Europa rappresenta il principale detentore di titoli, intestatario di circa il 2% di tutte le società quotate. Secondo la lista stilata dal Sovereign Wealth Fund Institute, seguono il fondo norvegese quello dell’Arabia Saudita (675,9 miliardi di dollari) e quello degli Emirati Arabi Uniti (627 miliardi di dollari).

Risorsa fondamentale della nazione, il fondo pensione è da tempo al centro di un dibattito sulla possibilità di renderlo più sicuro e redditizio. In particolare, secondo alcuni economisti sarebbe opportuno frammentarlo in piccoli fondi.Intervistato dalla BBC, il professore Bruno Gerard della Norway’s Business School di Oslo ha infatti spiegato che «sarà difficile continuare a gestire questo immenso flusso di denaro all’interno di una sola organizzazione»; nonostante sia efficientemente amministrato, secondo Gerard «un piccolo errore su un grande fondo può avere enormi conseguenze. Sarebbe molto meno dannoso se avessimo differenti piccoli fondi». Inoltre, molti analisti accostano all’idea della frammentazione quella della diversificazione. Attualmente gran parte delle risorse del fondo sono investite nel campo energetico. Certo, quest’ultimo rappresenta un settore economico in forte espansione per il paese: come riferisce l’Economist, la Norvegia costituisce l’ottavo più grande esportatore al mondo di oro nero, un prodotto che da solo è responsabile del 30% delle rendite nazionali. Tuttavia, nel lungo tempo le riserve si esauriranno e quindi diviene lungimirante affacciarsi su altri mercati, come quello delle infrastrutture e dei beni immobili.

 Fonte Mediaxpress

Facebook
Twitter
More...

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s