Elezioni in Norvegia: vince il centrodestra

elezioni_norvegiaErna Solberg, leader del partito conservatore (Høyre), sarà il nuovo primo ministro norvegese. L’esito delle consultazioni ha confermato il partito laburista del premier uscente Jens Stoltenberg come la principale forza politica del paese: con il 30,8% delle preferenze, è stato il più votato anche in questa tornata elettorale. Un risultato notevole ma non sufficiente per aggiudicarsi un nuovo mandato. Sebbene i partiti della destra abbiano ottenuto una minore percentuale di voti rispetto alle forze laburiste, rappresentano ora la maggioranza in Parlamento: i conservatori, il partito del progresso, i liberali e i cristiano-democratici, che hanno ottenuto rispettivamente il 26,8%, il 16,3%, il 5,3% e il 5,6% dei voti, si sono aggiudicati insieme 96 seggi su 169. La coalizione socialista guidata da Stoltenberg ne ha guadagnati solo 72.

Come rivela il Norway Post, il partito conservatore sarà incaricato di formare il nuovo governo. A guidarlo sarà la 52enne Erna Solberg, impegnata al tavolo delle negoziazioni con le altre formazioni politiche nel tentativo di formare un esecutivo che goda di una maggioranza stabile. Già durante la competizione, incentratasi su temi quali le carenze del sistema sanitario e delle infrastrutture nazionali, l’interventismo statale e l’alta tassazione sulle imprese, la Solberg aveva dialogato con le altre forze non-socialiste per individuare dei compromessi utili alla creazione di una condivisa piattaforma politica. In particolare, secondo gli analisti, è molto probabile che i conservatori costituiranno il nuovo governo in collaborazione con il partito del progresso, diretto da Siv Jensen.

Contrassegnate da una partecipazione più alta rispetto a quattro anni fa (l’affluenza è stata del 77,7% secondo il giornale online norvegese the Foreigner), le elezioni si sono caratterizzate per alcuni momenti di tensione quando il quotidiano inglese The Independent ha pubblicato un articolo intitolato “il partito anti-immigrazione e legato all’omicida Anders Behring Breivik pronto a prendere parte al governo guidato dal leader conservatore Erna Solberg”. Ancora profonda infatti è la ferita del 22 luglio 2011, quando l’estremista Breivik realizzò due attentati. Il primo, con un’autobombacollocata nei pressi del quartier generale del governo di Oslo. Il secondo, in un campo giovani organizzato, sull’isola di di Utøya a Tyrifjorden, dalla sezione giovanile del partito laburista: travestito da poliziotto, Breivik iniziò a sparare sulla folla. In quelle stragi persero la vita 77 persone. La militanza del terrorista di estrema destra nel partito del progresso sembra aver danneggiato l’immagine di quello che rappresentava la seconda forza elettorale del paese: in queste consultazioni infatti, come segnala il giornale online The Nordic Page, la destra di Jensen ha perso ben 10 seggi in Parlamento.

La coalizione vincitrice, intanto, mostra già segnali di divisione. Come suggeriscono alcuni osservatori, un alleato difficile e non certo all’apice della sua popolarità, come il partito del progresso, potrebbe costituire un ostacolo al dialogo necessario con gli altri attori dello panorama politico domestico. Difatti, i liberali e i cristiano-democratici hanno già avanzato dubbi sulla possibilità di cooperare con la formazione di Jensen: in base a quanto riportato dalla Bbc, potrebbero rimanere fuori dall’esecutivo, optando per il sostegno parlamentare esterno ad un governo di minoranza.

Erna Solberg sarà la seconda donna ad essere nominata primo ministro in Norvegia. Tra le promesse fatte in campagna elettorale, la riduzione delle tasse e la diversificazione di un’economia dipendente dalle rendite petrolifere.

 Fonte Mediaxpress

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