Campo estivo in Corea del Nord

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Arriva l’estate, generalmente tempo di relax, di vacanze. Lo sviluppo delle tecnologie e dei trasporti, con la complicità forzata della crisi economica, ha accresciuto l’eterogeneità delle mete, in una società che si presenta sempre più globalizzata e interconnessa. Una diversità di destinazioni che si riscontra soprattutto nella fascia dei più giovani dove, al di là della classica formula del resort all inclusive o del tour delle capitali europee, la ricetta studio-lavoro all’estero viaggia sempre più spesso a braccetto con la pausa annuale della didattica. Molti sono i ragazzi che trascorrono, a volte loro malgrado, il periodo estivo in scuole di lingua o nelle cucine cosmopolite di ristoranti di città inglesi, francesi, spagnole, tedesche. In partenza per una nuova esperienza di vita o, più semplicemente, sacrificando parte del loro svago al fine di divenire più competitivi in un mercato lavorativo ormai incerto.

E tuttavia, l’orizzonte vacanziero offre possibilità ben più numerose rispetto a quelle più convenzionali che siamo soliti conoscere. Il campo estivo per ragazzi di Wonsan, in Corea del Nord, è una di queste. Si chiama Songdowon International Children’s Camp e fin dal 1960 ospita bambini e adolescenti provenienti da diversi paesi, tra cui, Cina, Russia, Nigeria, Mongolia, Messico, Siria, Tanzania e Tailandia. Una struttura con alloggi, scivoli, piscine, attrazioni varie e il mare a due passi (foto). Interamente finanziata dalle languenti casse dell’erario, il parco è co-gestito dalla Lega della Gioventù, un’organizzazione statale nordcoreana che coordina, unitamente ad altre entità istituzionali, le politiche e le attività giovanili nel paese.

Valentina Boltacheva, 19enne, racconta la sua esperienza alla BBC. Aveva 14 anni quando partecipò ad un concorso indetto dalle autorità della sua città, Arsenyev, località vicina a Vladivostok, nella regione orientale della Russia. Vi potevano partecipare i figli dei dipendenti dello stabilimento manifatturiero della Progress Arsenyev Aircraft Works. Ciascun candidato doveva rispondere ad un quiz composto, tra l’altro, da differenti domande riguardanti la Corea del Nord: il premio consisteva in un viaggio spesato presso il campo di Songdown. Valentina vinse la competizione e partì per la sua prima esperienza all’estero. I responsabili organizzavano tante attività come, nuoto, gite in barca, escursioni, campeggio, esercizi fisici mattutini, a cui si intervallavano l’apprendimento di danze tradizionali e di canzoni dedicate ai leader politici nazionali

UN CAMPO INTERNAZIONALE SOCIALISTA. La politica, in particolare, si respirava nell’aria. L’adolescente russa racconta che a Songdown si trovavano anche ragazzi e ragazze nordcoreane, molti dei quali facevano parte dei Young Pioneer Corps, un movimento politico di minori di 15 anni. I ritratti degli eroi e dei padri del paese, come Kim Il-sung e Kim Jong-il, erano esposti nelle piazze e nell’albergo che li ospitava, mentre le note di canzoni patriottiche echeggiavano quasi ogni giorno lungo le strade della città.

Nonostante la voluta e ricercata separazione fra connazionali, per gli stranieri non era impossibile entrare in contatto e fare amicizia con i locali. Gli scogli linguistici erano agilmente superati, dato che i campeggiatori nordcoreani erano studenti dalle significative capacità, in grado di padroneggiare spesso inglese e russo: difatti, solo gli allievi più bravi delle scuole del paese potevano partecipare al campo estivo e questo inorgogliva spesso gli stranieri, convinti dell’elevato prestigio della loro esperienza.

Nonostante il governo di Pyongyang abbia deciso di investire nuovi fondi nella struttura, Songdown non appare essere più apprezzata come un tempo. Sempre più cinesi, in passato rappresentanti il numero maggiore di stranieri, inviano i propri figli in Canada, Europa, Stati Uniti, Hong Kong, Taiwan e nuovi parchi sorgono in Corea del Sud, il che rende il mercato sempre più competitivo. Nel tentativo di attrarre nuovi ospiti, lo stato ha aumentato i contributi in denaro, garantendo anche soggiorni completamente gratuiti. Ma il numero di visitatori provenienti dall’esterno dei confini nazionali si sta riducendo sensibilmente e le autorità sono preoccupate della graduale perdita dell’internazionalità che ha accompagnato il progetto fin dalla sua nascita. ‹‹Un timore più politico che economico – ha spiegato Matt Reichel, co-fondatore del Pyongyang Project, un’iniziativa canadese impegnata a promuovere lo scambio culturale in Corea del Nord – considerando che il campo estivo rappresenta un’appendice della Lega della Gioventù, la cui priorità consiste nel conservare il carattere socialista e internazionale proprio del parco.

Fonte Mediaxpress

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