India, nasce un nuovo stato

telangana

Il governo guidato dal Partito del Congresso ha annunciato martedì la fondazione della nuova entità statale di Telangana, a seguito della decisione di procedere alla separazione dello stato meridionale dell’Andhra Pradesh. La proposta dell’esecutivo ha provocato manifestazioni e scontri. Gli oppositori del provvedimento si sono riversati nelle strade in diversi distretti lungo la costa, lamentando la possibile condivisione per dieci anni, qualora dovesse essere fondato il nuovo stato, della capitale Hyderabad, uno dei più importanti poli commerciali e finanziari del subcontinente. Allo stesso tempo, i residenti di Telangana hanno accolto con grande favore la notizia: da tempo infatti, il movimento omonimo rivendicava la propria autonomia, denunciando l’operato dell’amministrazione centrale dell’Andhra Pradesh, accusata di trascurare le esigenze e gli interessi della comunità.

Con una popolazione tra i 35 e i 40 milioni di abitanti, il Telangana conta 10 dei 13 distretti di cui si compone l’Andhra Pradesh, tra cui quello della capitale Hyderabad, la sesta più grande città dell’India. Ad ogni modo, spiegano gli osservatori, il progetto di convertire la regione nel 29° stato del paese dovrà passare prima al vaglio dell’assemblea dell’Andhra Pradesh e del Parlamento indiano. Solo una volta ottenuto il consenso delle due istituzioni si potrà procedere all’implementazione della proposta governativa.

LE RAGIONI DELLA PROTESTA. A partire da mercoledì i manifestanti contrari al provvedimento hanno sfilato in numerose località dello stato. La protesta, convocata dal comitato di “un azione congiunta per un Andhra unito”, ha assunto forme diverse: i dimostranti hanno espresso il proprio disappunto chiudendo scuole, cinema, negozi, bloccando i trasporti pubblici, attaccando sedi di partito (come avvenuto con l’ufficio del partito del Congresso nel distretto di Anantapur oppure del partito d’opposizione Bharatiya Janata nel distretto di Prakasham) e infine contestando all’esterno delle case di politici e parlamentari. La delusione ha caratterizzato anche alcuni membri della classe dirigente: come segnala la BBC, per ribadire il proprio dissenso 23 legislatori, rappresentanti politici nell’assemblea dell’Andhra Pradesh, hanno rassegnato le proprie dimissioni. In base a quanto riportato dal quotidiano The Hindu, sette parlamentari nazionali hanno intenzione di fare lo stesso.

A motivare l’opposizione al piano sono intervenuti principalmente gli interessi economici in gioco. Il Telangana è un territorio povero e sottosviluppato, prevalentemente agricolo, incastonato all’interno del continente e privo di accesso al mare. La capitale Hyderabad è situata geograficamente nella regione secessionista, sebbene le vie di comunicazioni con le aree rurali siano scarse e cadenti. Una delle più importanti sedi indiane di grandi compagnie multinazionali, da Google aMicrosoft passando per la Dell, Hyderabad è una città cosmopolita, battuta dai flussi dei traffici finanziari e culturali internazionali.
Secondo il progetto dell’esecutivo, qualora dovesse nascere lo stato del Telangana attraverso il suo distacco dall’Andhra Pradesh, le due entità dovranno condividerla per dieci anni: un disegno che getta incertezze sulla gestione politica ed economica della capitale al termine del periodo di tempo programmato.

LE RAGIONI DELLA PROPOSTA. Il principio della comunanza della lingua ha caratterizzato la formazione di diversi stati in India. Negli anni cinquanta infatti, attraverso proteste e campagne di sensibilizzazione nate a livello locale, il governo centrale aveva intrapreso un processo di riorganizzazione dei confini statali interni sulla base delle frontiere linguistiche: nacquero così gli stati del Karnataka, del Kerala, del Maharashtra, del Gujarat. Anche il Punjab e l’Haryana furono divisi, sebbene in questi casi la questione della lingua fu accompagnata dalle istanze religiose. Lo stesso presupposto era stato adottato ancora prima per il Telangana, che fu separato dal precedente stato del Madras e successivamente unito all’Andhra Pradesh.

Tuttavia, a seguito dell’unificazione dei due territori, iniziarono a manifestarsi casi di discriminazione. Gli abitanti del Telangana accusarono ripetutamente l’amministrazione statale di un’ineguale allocazione delle risorse e dei servizi comuni, che finiva per favorire i residenti dell’Andhra Pradesh. Episodi simili si presentarono anche nell’ambito dell’istruzione e degli impieghi pubblici. Esasperati, fondarono un movimento politico che si spese energicamente per ottenere il riconoscimento della loro diversità culturale e per un miglioramento nella redistribuzione della ricchezza comunitaria. Fino a chiedere la secessione.

Dopo una campagna durata cinquant’anni, gli “indipendentisti” del Telangana hanno quasi raggiunto il loro obiettivo. A favorire, questa volta, l’accettazione di tali rivendicazioni, commentano alcuni analisti, sembra essere intervenuta la vicina competizione elettorale: l’anno prossimo, infatti, il popolo indiano si recherà alle urne per le elezioni generali e il partito del Congresso è intenzionato ad allargare il bacino di consensi fra i residenti del Telangana. Una strategia non certo sicura, dati gli incerti esiti e i plausibili effetti collaterali. Più segnatamente, si paventa un effetto domino in grado di colpire diverse regioni, come il Darjeeling e lo stato dell’Uttar Pradesh; e si teme una recrudescenza delle agitazioni in aree già instabili, come il Jammu e Kashmir.

 Fonte Mediaxpress

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