Giordania, i teenager giustificano il delitto d’onore

delitto d onoreGiovedì 20 giugno è stato pubblicato uno studio secondo cui un numero significativo della popolazione giovanile giordana ritiene legittimo l’uccisione di una donna colpevole di aver disonorato sé stessa e la propria famiglia. La ricerca è stata condotta dall’Istituto di Criminologia dell’Università di Cambridge, che ha realizzato l’indagine su un campione rappresentativo di 15enni residenti nella città di Amman. In base ai risultati, quasi la metà dei ragazzi intervistati la considera opportuna. Anche tra le ragazze l’opposizione a questa forma di omicidio risulta essere piuttosto debole: difatti, un’adolescente su cinque si dichiara favorevole a punire con la morte una sorella, una figlia, una madre, quando sono causa di infamia e discredito per i propri parenti. In definitiva, un terzo del totale difende l’inflizione della pena capitale.

I ricercatori impegnati in questo lavoro, dopo un’attenta analisi dei dati, riferiscono che la religione e l’intensità del sentimento religioso non sono correlati con il sostegno a tale tipo di punizione. Diversamente, i fattori da considerare responsabili sono individuabili nella struttura patriarcale della società mediorientale, in un sistema valoriale tradizionale e conservatore, nell’enfasi posta sulla necessaria “virtù” femminile e, infine, nella generale convinzione che la violenza contro gli altri è moralmente giustificata. Come ribadito dal professore Manuel Eisner, che ha diretto lo studio in collaborazione con la studentessa Lana Ghuneim: ‹‹mentre traspare che ad essere più favorevoli al delitto d’onore siano i ragazzi cresciuti in famiglie tradizionali e con un basso livello di istruzione, abbiamo notato che anche una sostanziosa minoranza femminile ben istruita così come teenager non religiosi lo considerino moralmente legittimo, il che suggerisce un persistente quanto esteso appoggio della società domestica alle norme della tradizione››.

Il sondaggio è stato effettuato su più di 850 studenti delle scuole secondarie della capitale: sono stati presi in considerazione istituti privati e pubblici, e misti e omogenei in termini di genere. Nel questionario venivano contemplate diverse situazioni in cui gli intervistati dovevano riconoscere se ammissibile o meno l’omicidio di una persona. Nel complesso, il 33,4% ha ritenuto giusto il delitto d’onore: il 46,1% dei ragazzi e il 22,1% delle ragazze si sono detti d’accordo con almeno due condizioni che motivavano l’assassinio di una donna.

SOCIETA’ PATRIARCALI. Il delitto d’onore può essere descritto come un omicidio intenzionale, pianificato, deciso dai parenti della vittima e dalla comunità di appartenenza: giudicata colpevole di aver macchiato l’onore della sua famiglia, la donna viene per questo uccisa. La pena di morte è invocata quando questa si impegna in una relazione prematrimoniale o extra-matrimoniale, quando viene stuprata, quando non accetta un matrimonio combinato oppure quando, più semplicemente, è ritenuta responsabile di comportamenti osceni e disdicevoli. Solitamente, ad eseguire la “sentenza” emanata da questo tribunale popolare è il padre, il fratello, uno zio. Le modalità sono diverse: l’assassinio può essere perpetrato per avvelenamento, arma da fuoco, accoltellamento, soffocamento.

Quest’ultimo è il caso di Hiyam, una 23enne palestinese strangolata dal padre e dal fratello nel marzo scorso. La madreSouad ha raccontato la tragica storia al sito Al-Monitor: ‹‹ero in visita dai miei genitori e decisi di trascorrere con loro la notte. Verso le 3 del mattino ho ricevuto una chiamata. Era Adham, mio figlio maggiore, che mi esortava a tornare subito a casa. Arrivata, vidi mia figlia in piedi, in silenzio. Adham mi raccontò di aver trovato il nostro vicino Ahmed nella nostra abitazione. Chiesi a Hiyam e lei mi rispose che si trattava di un ladro che stava correndo via, passando per la finestra. Sapevo che l’avrebbero uccisa. Ho urlato e pianto, poi sono svenuta nel salotto››. Secondo il resoconto fornito dalla polizia, Hiyam è stata soffocata dal padre e dal fratello. Ahmed, il vicino, è stato picchiato e, in seguito, buttato giù da un’alta struttura.

In base ad un rapporto rilasciato dallacommissione Diritti Umani del Parlamento Europeo, molto spesso si crede che l’omicidio d’onore sia relazionato alla religione musulmana: un’osservazione erronea, dal momento che questo atto violento è vietato dall’Islam. Diversamente, tale forma di delitto è diffusa in tutti i paesi caratterizzati da una società rigidamente e tradizionalmente patriarcale: difatti, questi assassini sono principalmente consumati nel Medio Oriente, nei Balcani, nel Mediterraneo meridionale e nell’Asia del sud. In questo tipo di comunità patrilineari, la famiglia è la fondamentale base economica, politica e sociale dell’intera collettività. La continuità di tale struttura dipende dalle donne e dalla loro capacità di partorire una prole legittima: da qui deriva il ferreo controllo del potere riproduttivo e sessuale femminile. Generalmente, in queste società, i diritti individuali sono subordinati a quelli del gruppo di cui si fa parte e le donne non godono della facoltà di operare scelte autonome: nel corso della loro vita passano dall’essere una proprietà dei loro padri ad essere una proprietà dei loro mariti.

Le stime ufficiali fornite dalle Nazioni Unite parlano di 5.000 donne uccise ogni anno in delitti legati all’onore della famiglia. Tuttavia, sostengono attivisti e ONG, se si considera il fatto che spesso gli omicidi non sono segnalati, il numero delle vittime salirebbe almeno fino a 20.000 all’anno.

Fonte MediaXPress

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