Un’app per la ricerca di carta igienica

carta_igienicaNel tentativo di soddisfare le proprie esigenze alimentari e igieniche, sono già in 14.000 i venezuelani ad aver scaricato un’applicazione per smartphone, capace di indicare quando e dove è possibile reperire articoli essenziali come carta igienica, zucchero, olio, farina, latte in polvere. Da tempo infatti questi beni sono scomparsi dagli scaffali dei supermercati: nonostante il provvedimento adottato, nel maggio scorso, dal presidente Maduro di importare 50 milioni di rotoli unitamente ad altri prodotti primari per venire incontro alle necessità del paese, i cittadini venezuelani ancora lamentano un’allarmante penuria di questo tipo di merce, necessaria a garantire una forma di vita decorosa o, al limite, accettabile.

L’app si chiama “Abasteceme” (riforniscimi) e consente alle persone che la utilizzano di informarsi reciprocamente su quando e dove è disponibile un prodotto. Basato sul crowdsourcing e operante su Android, utilizza Google Maps per localizzare geograficamente i punti dove è possibile reperire tutta una serie di articoli, raccolti in una lista: dalla carta igienica, il bene più richiesto, a diversi generi alimentari, come la farina, lo zucchero, l’olio. In aggiunta, viene indicato anche il prezzo di vendita di ogni singolo bene.

L’ideatore è uno studente universitario di ingegneria di 21anni, Jose Augusto Montiel, della città di Maracaibo. In una giornata come le altre, non riuscendo a trovare il latte per la colazione quotidiana, ha avuto l’ispirazione: certo, l’applicazione non risolve il problema della cronica mancanza di approvvigionamenti del paese; tuttavia è un utile strumento, che da ai cittadini di Caracas qualche possibilità in più di acquistare merce che sembra essere ormai divenuta incredibilmente rara.

Abasteceme ha registrato un notevole successo. Difatti, se inizialmente era stata presentata sul sito web Google Play e resa disponibile solo per i cittadini della capitale, in seguito il suo download è aumentato esponenzialmente e il suo utilizzo si è diffuso a tutte le regioni della Repubblica Bolivariana. Non solo. È divenuta popolare a tal punto che gli utenti domandano insistentemente l’inserimento nella lista dei prodotti introvabili anche di altri articoli come pollo, burro e sapone. Segno che la problematica della carenza di beni primari non è stata ancora sufficientemente arginata.

ACCUSE RECIPROCHE. Per l’esecutivo di Maduro la responsabilità è da imputare ad avidi commercianti che fanno incetta di generi alimentari, ai comparti anti-governativi che intenzionalmente acquistano tutte le scorte in circolazione con l’intento di destabilizzare la nuova amministrazione, e infine ai media anti-chavisti che, paventando il rischio di carenza di approvvigionamenti e deficienze nella produzione, finiscono per fomentare una paura convulsa in grado di far crescere in maniera significativa la domanda d’acquisto.

Diversamente, gli economisti critici della presidenza così come l’imprenditoria privata venezuelana condannano la politica economica di Chavez e i provvedimenti adottati dal suo successore. In particolare, lamentano gli effetti negativi derivanti dal regime di controllo dei prezzi e dalle rigide restrizioni applicate sull’acquisto di valuta straniera. Difatti, da un lato, l’imposizione di un calmiere, il cui obiettivo era di rendere accessibili anche agli strati più poveri della società tutta una serie di beni di base, ha reso di fatto la loro produzione impossibile: nessun’impresa decide di sobbarcarsi l’impegno di fabbricare una merce se i costi sono superiori ai guadagni. Dall’altro, la scarsità di dollari in circolazione inibisce la capacità del paese di importare prodotti dall’estero. Difatti il governo ha più volte ridotto la quantità acquistabile di dollari per individui e imprese all’ufficiale tasso di cambio fisso: denaro che può essere utilizzato solo per garantire i rifornimenti di alcune tipologie di articoli, come cibo e medicine. Inoltre, data la penuria di cartamoneta straniera, molti venezuelani hanno trovato più proficuo vendere al mercato nero, a un prezzo più alto rispetto al cambio ufficiale, i dollari posseduti, anziché destinarli, come originariamente era stato pensato, alle necessarie importazioni: ricavandone un discreto margine di profitto.

L’applicazione realizzata da Montiel è figlia di quella creatività, nata da un contesto di necessità, che permette all’essere umano di resistere anche nelle situazioni più difficili. Al limite, potrebbe essere definito come la naturale reazione dell’uomo quando sa che è in pericolo se non la propria sopravvivenza almeno quella di una normale igiene personale e di una dignitosa dieta alimentare. Quando la fame, e non solo, aguzzano l’ingegno.

Fonte MediaXPress

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