La mafia indiana del petrolio uccide un funzionario: in 80.000 a protestare

Sonawane investigava sul traffico illegale di combustibili. E’ stato picchiato, cosparso di benzina e bruciato vivo

di Marco Luigi Cimminella

Più di 80.000 funzionari comunali si sono riversati nelle strade di Mumbai, nella regione del Maharashtra, per esprimere il proprio sconcerto di fronte alla morte di un loro collega, arso vivo dai membri della mafia del petrolio. Yashwant Sonawane, 44enne, è stato ucciso martedì scorso a Panewadi, vicino Manmad, nel distretto di Nashik, dopo aver investigato sul traffico illegale di cherosene, gestito dalla malavita locale.

La criminalità organizzata di Mumbai controlla diversi traffici, come quello del latte o della sabbia. Ma uno dei più lucrativi è quello degli idrocarburi. Secondo le stime rilasciate dal governo indiano, circa il 40 per cento del combustibilevenduto alle famiglie più povere è fornito dalle gang locali. In particolare, dal momento che le compagnie petrolifere sotto la direzione dello stato forniscono 9-10 milioni di tonnellate del prezioso idrocarburo ogni anno, il 40 per cento di esso, circa 4 milioni di tonnellate, viene venduto illegalmente.

Secondo uno studio effettuato da alcuni analisti di compagnie petrolifere indiane, un terzo del cherosene di cui si appropria la criminalità organizzata viene dirottato sul mercato nero e venduto a due o tre volte il prezzo ufficiale. La restante parte viene utilizzata per adulterare diesel e lubrificanti per camion oppure contrabbandata all’estero, in paesi come Bhutan, Bangladesh, Nepal, Sri Lanka, dove i prezzi dei combustibili sono molto più alti. Alla base del problema vi è la collusione di politici, trasportatori, intermediari, fortemente interessati a salvaguardare lo status quo per fruire dei vantaggi economici da esso derivanti.

Un commercio altamente profittevole, al quale l’avida criminalità organizzata non intendeva rinunciare. Da tempo, ormai, le forze di polizia e molti funzionari avevano svenduto la propria integrità, ingurgitando gli avanzi del banchetto malavitoso in cambio del silenzio. Ma Sonawane ha pagato, al prezzo della sua stessa vita, la propria intransigenza. Secondo fonti locali, il funzionario governativo stava investigando sull’adulterazione e il traffico illegale di combustili e carburanti quando è stato attaccato. Dopo essere stato percosso violentemente, è stato cosparso di benzina e cherosene e bruciato vivo.

Il presidente dei funzionari della Gazzetta del Maharashtra, Mahasangh Ravindra Dhongade, ha affermato che le marce avrebbero attraversato l’intera regione mentre le autorità hanno adottato misure rigorose per osteggiare e sgominare queste bande criminali. Già giovedì scorso, infatti, sono state effettuati circa 200 raid e perquisizioni che hanno condotto all’arresto di 180 persone.

27/01/2011

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